“MOBBING? NO, GRAZIE!”

COMUNICATO STAMPA

 

“MOBBING? NO, GRAZIE!”

“Poter lavorare in un clima sereno, sia in un ente pubblico che in azienda, rappresenta un’opportunità di crescita collettiva, aiuta a generare una migliore produttività e a ottenere risultati positivi. Tale contesto contribuisce a dare una risposta migliore nei confronti di utenti e clienti. E’ quindi un obiettivo da perseguire e sostenere”.

Il segretario organizzativo della CCdL – UIL di Trieste Claudio Cinti ha introdotto così i lavori del convegno pubblico organizzato dal Punto di Ascolto Mobbing di Trieste per la prevenzione delle molestie e persecuzioni inflitte al lavoratore e per lo sviluppo del benessere economico e sociale in azienda.

“Il Friuli Venezia Giulia è stata forse la prima Regione in Italia a legiferare in materia, in assenza anche di una normativa nazionale di riferimento. E distribuisce circa 140 mila euro di contributi l’anno ai Punti d’Ascolto”, ha spiegato il direttore di servizio della direzione Centrale lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili e ricerca della Regione Friuli Venezia Giulia Giuseppe Sassonia, portando i saluti dell’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione e pari opportunità Loredana Panariti.

In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Mobbing dell’Università La Sapienza di Roma, si stima che tra il 2011 e il 2014 il fenomeno abbia interessato 3 milioni di lavoratori pari al 23% degli occupati. Con un costo per la collettività che si aggira sui 5 miliardi e 682 milioni di euro calcolato sulla base di uno studio effettuato nel 2005 dal professor Luciano Romeo del “Centro per l’analisi dei rischi e delle patologie psicosociali di origine lavorativa” dell’Università di Verona che ha conteggiato un costo di 1.894 euro per lavoratore mobbizzato.

In Friuli Venezia Giulia, nei quattro Punti d’Ascolto accreditati dalla Regione nelle quattro province, dal 2007 al 2014 sono stati seguiti in totale 2669 casi: 1360 a Udine, 648 a Pordenone, 512 a Trieste e 149 a Gorizia.

In particolare nel Punto d’Ascolto di Trieste, in sette anni di operatività, dal 2007 al 2014, sono oltre 300 i casi seguiti con un percorso completo. Ma sono ben più di 700 le persone con cui gli esperti sono entrati in contatto in questi anni. Il fenomeno del mobbing, infatti, è particolarmente complesso. E oltre al numero di casi emersi e trattati, vi è un sommerso altrettanto significativo di persone che per paura di esporsi e per il timore di ritorsioni si fermano a un contatto telefonico o via mail, con nomi di fantasia o fingendo di interessarsi per amici e conoscenti, nonostante sia garantita una privacy a 360 gradi. Le vittime del mobbing che si sono rivolte allo sportello sono prevalentemente donne (66%), ma anche uomini (34%). I casi si registrano nel privato (58%) ma con percentuali elevate anche nel pubblico  (42%). Negli anni è stato riscontrato un incremento dei casi legato alla crisi economica.

“Il Punto d’Ascolto deve svolgere un ruolo non solo di sportello accreditato per asseverare una situazione di mobbing del lavoratore, ma deve svolgere soprattutto un ruolo informativo in cui entra la rete di tutti i partner”, è intervenuta l’assessore provinciale alle Politiche attive del lavoro e collocamento mirato Adele Pino evidenziando l’importanza che ha avuto dare un ruolo più istituzionale allo sportello, ospitandolo negli spazi della Provincia e mantenendolo con un contributo economico significativo.

“E’ una questione che ci sta molto a cuore, non solo per i costi economici che produce, ma anche per quelli sociali che provoca alla vittima del mobbing e alla sua rete familiare, con ricadute su tutta la collettività”, ha aggiunto anche la vicesindaca del Comune di Trieste Fabiana Martini. “Il benessere di un lavoratore o lavoratrice è un valore aggiunto per tutta l’azienda e la comunità. Riteniamo che il rispetto per le persone e anche la felicità e il benessere è una questione che non  può non interessare le istituzioni”.

I lavori sono proseguiti con la descrizione del malessere delle donne in Fvg e le azioni positive già sviluppate in provincia di Trieste ad opera della consigliera di parità della Provincia di Trieste, Gabriella Taddeo, e con un approfondimento sull’accordo territoriale di conciliazione in Provincia di Pordenone dalla consigliera di parità Chiara Cristini, citando i 1625 casi di neo-mamme che tra il 2011 e il 2013 in Friuli Venezia Giulia hanno dovuto rinunciare al proprio posto per l’inconciliabilità tra il posto di lavoro e la maternità.

Prima della tavola rotonda del pomeriggio, condotta dagli specialisti del Punto di Ascolto, dedicata ad affrontare alcuni casi reali trattati dal Punto d’Ascolto, hanno chiuso i lavori della mattina Paola Marano presidente della cooperativa sociale Karpòs, che ha ricevuto la menzione speciale del premio Voglia d’impresa edizione 2014, focalizzando l’attenzione sul valore della diversità nel contesto lavorativo e la coordinatrice dello sportello di Trieste Gerarda Urciuoli, con un focus sugli attori e gli strumenti della prevenzione per lavorare in salus.

Trieste, 26 marzo 2015

 

 

con  cortese preghiera di pubblicazione e diffusione

Elena Viotto

Uff. stampa UIL

3393149880