CAOS POSTE, E’ DA UN ANNO CHE LA UIL CHIEDE DI RIDISCUTERE IL PROGETTO

CAOS POSTE, E’ DA UN ANNO CHE LA UIL CHIEDE DI RIDISCUTERE IL PROGETTO

CAOS POSTE, E’ DA UN ANNO CHE LA UIL CHIEDE DI RIDISCUTERE IL PROGETTO.

Disservizi prevedibili, la UIL aveva chiesto una sospensione del progetto per correggerne le storture.

Disservizio annunciato: quanto riportato nel servizio de “Il Piccolo” di data odierna rappresenta la conseguenza di un progetto di cui da tempo stiamo denunciando limiti e storture, evidenziatesi in tutto il Paese ed ancor maggiormente nei capoluoghi di provincia e nei grandi Centri urbani, come appunto a Trieste.

Già dal febbraio 2016 avevamo manifestato l’urgente necessità di rivedere questa riorganizzazione, tanto che la UILposte non firmò i relativi Accordi che la rendevano efficace anche a Trieste, Gorizia e Pordenone.

Anche nella fase preliminare all’avvio del progetto (settembre/ottobre 2016) ne avevamo chiesto la sospensione, argomentando all’Azienda tutti i problemi che avrebbero reso critica, se non insostenibile, la riorganizzazione del servizio c.d. “a giorni alterni”.

Quanto sta avvenendo, e non solo a Trieste, dimostra purtroppo la fondatezze delle nostre argomentazioni, scaricando disservizi sulla collettività e sui lavoratori che – come giustamente riportato – si stanno prodigando con grande senso di responsabilità.

Benché alcuni correttivi siano stati applicati a livello locale – anche rinforzando la presenza di lavoratori a tempo determinato – è evidente che ciò non basta e che il problema sta a monte, e riguarda il progetto stesso che va profondamente rivisto.

E’ quanto stiamo chiedendo anche negli incontri tuttora in corso a Roma, dopo gli incontri svoltisi in dicembre dove i Rappresentanti sindacali della regione (per la UILposte il Segretario FVG Paolo Ceci) hanno avuto modo di evidenziare le distinte situazioni.

Nel frattempo, e finalmente, anche la politica sembra essersi accorta del “problema Poste”, un’azienda a forte connotazione sociale, oggi in parte privatizzata e che rischia di esserlo ancor più proprio sulla base di decisioni politiche, privilegiando gli aspetti commerciali e del profitto, a scapito della qualità e capillarità del servizio.

Per la UILPoste, oltre ai tagli ed alle uscite incentivate di personale, è giunto il momento di riportare qualità al servizio postale, anche attraverso operazioni di ricambio occupazionale, aprendo a prospettive di lavoro stabile per i lavoratori “a tempo determinato” che Poste assume costantemente; anche questo un tema sociale a cui, a nostro avviso, azienda e parti politiche non possono più sottrarsi.

Paolo Ceci – Segretario Reg.le UILposte FVG