Monfalcone, 23 maggio 2012 Marina Lepanto

Monfalcone, 23 maggio 2012 Marina Lepanto

Intervento del Coordinatore Regionale FVG

Ester Sau DevideGentili convenuti,

grazie per aver accettato l’invito,…. un invito particolare perché oggi non parliamo di manovre previdenziali, di infortuni o di invalidità civili, ma siamo qui per festeggiare insieme l’operato dell’ITAL che quest’anno compie 60 anni di attività. Logicamente…. non va in pensione ……. anzi si rafforza potendo contare su una lunga esperienza a fianco dei cittadini e migranti…… consapevole del ruolo prezioso che ricopre che non si esaurisce….. anzi si potenzia …. soprattutto in questo periodo di crisi economia e sociale.

Dunque oggi festa per l’ITAL e per tutti noi!!

Devo ringraziare “in primis” la Presidenza per essere oggi qui con noi a festeggiare questa giornata con le autorità invitate, gli operatori, i collaboratori i dirigenti sindacali di questa regione , per ascoltare le nostre esperienze di ogni giorno che fanno grande questo Istituto.

Siamo seduti in questa bella sala che ci ospita uno vicino all’altro: persone di ieri e di oggi….. ed è un piacere rivederci. Un pensiero ed un particolare ricordo va invece a chi non c’è più tra le nostre file ……ma ha lasciato la sua impronta nell’ITAL e nel cuore di tutti noi .

Apro questa mia breve relazione cercando però …..di andare per passi ….e ricostruendo a grandi linee la storia del Patronato ITAL a livello nazionale per poi calarmi nella storia del nostro istituto sul territorio del FVG.

L’idea di “PATRONATO” e antica. Nasce dalla scelta e dall’esigenza della UIL di stare vicino alla gente, di aiutarla nel labirinto della burocrazia: vetrina aperta di un sindacato che ha come costante due parole: diritti e solidarietà. Evidentemente c’è ancora qualcuno che ritiene che il Patronato sia un’anomalia e, nonostante ci sia una legge e una sentenza della Corte Costituzionale che afferma che i patronati non si toccano, recenti leggi tagliano i finanziamenti ovvero soldi destinati al funzionamento dei nostri uffici rischiando così di penalizzare i cittadini che chiedono quotidianamente servizi e tutele. Non si può penalizzare il soggetto patronato perché così si penalizzano i più deboli.

Dopo la fondazione della UIL nel marzo del 1950, ponendosi il problema di come fornire strumenti adeguati di assistenza per i lavoratori l’ITAL ottiene il riconoscimento indispensabile per poter legalmente operare. Espletati tutti gli adempimenti formali nel giugno del 1952 iniziava quel lungo cammino che ancora oggi vede l’Istituto procedere con passo sicuro e spedito verso nuovi e sempre più ambiziosi traguardi.

Ritengo sia fondamentale affermare che lo sviluppo e il successo del nostro Patronato è legato, sia ieri che oggi ,alla costante formazione del personale addetto.

Dopo una sorta di fai da te ….sul campo …ecco il primo corso ufficiale che fu tenuto a Grotta Ferrata nel 1958 e da quel momento si fa formazione costante a tutti i livelli; non da ultimo le colleghe del FVG sono appena ritornate da una tre giorni romani full-immersion.

Ma quale è il ruolo dei Patronato ITAL oggi ?.. …..

Il trasformarsi in “patronato dei cittadini” con azioni incisive ed efficaci, rappresenta sempre più e meglio…… le istanze non solo dei lavoratori e dei pensionati, ma… di tutti quelli che si rivolgono ai nostri sportelli indipendentemente dal colore della pelle, della religione e della condizione economica in Italia e nel mondo.

Il bilancio sociale presentato dall’ITAL da alcuni anni a questa parte è strumento di dialogo trasparente che permette di conoscere e capire l’attività dell’istituto da parte di tutti i soggetti interessati; anche la scelta di scrivere la carta dei valori e il modo giusto di presentarsi e rapportarsi con trasparenza e correttezza nel rispetto degli altri, con lealtà, semplicità e passione……

Poco si sa dell’attività iniziale dell’ITAL in regione:

la sede di Udine è passata da poche settimane dalla obsoleta sede di via General Chinotto alla splendida sede di Viale Ungheria. La responsabile e le operatrici, con professionalità e dedizione, coprono il vasto territorio della provincia di Udine .

Anche la sede di Pordenone ha tramandato poca storia: sappiamo che dopo la costituzione della provincia di Pordenone le sedi di CGIL CISL E UIL confluiscono in un’ unica sede unitaria di via San Valentino: la sede vedeva al primo piano la CGIL, al secondo la CISL e all’ultimo la UIL con i relativi servizi. La sistemazione e la superficie degli uffici era direttamente proporzionale al numero degli iscritti .

L’attuale segretario della csp ha saputo coniugare drastico cambiamento e separazione dalle altre due organizzazioni. Dal 2010 infatti la UIL e l’ITAL di Pordenone hanno una sede autonoma in centro città davanti a piazza Risorgimento appena ristrutturata. Il radicale cambiamento del personale addetto e la nuova ubicazione della sede ha portato ottimi risultati all’attività in questa provincia.

Particolarità presenta l’ITAL di Monfalcone ubicata in via IX Giugno. Questo ufficio usufruisce della deroga dettata dal DM 193/2008 che permette, pur non essendo città di provincia avere sede in località geografica con particolare interesse per l’utenza ovvero per le numerose attività lavorative come i cantieri: Monfalcone infatti è chiamata la città dei cantieri…….

Non dobbiamo dimenticare che sia l’ITAL di Trieste che di Monfalcone segue, con personale dedicato, anche le sedi estere in Slovenia e Croazia. Proprio in questo periodo le colleghe sono alle prese con i modelli RED.

Solo la storia a Trieste si delinea in modo diverso e vediamo come: prima di tutto bisogna sottolineare le particolari circostanze che hanno visto la città di

Trieste protagonista della storia di queste terre dopo la IIa guerra mondiale.

La Camera Confederale del Lavoro fonda il suo Patronato ovvero Ufficio confederale di assistenza e previdenza denominato UCAP grazie ad una accordo stipulato con Governo Militare Alleato. I documenti dell’epoca recitavano “………si ritiene opportuno e necessario nell’interesse del lavoro di autorizzare la costituzione e l’attività di uffici per il patronato e l’assistenza sociale dei lavoratori richiedenti prestazioni delle assicurazioni sociali in sede amministrativa senza alcun onere, spesa o carico………. nonché la rappresentanza dei lavoratori davanti agli organi di liquidazione di dette prestazioni o a collegi di conciliazione……. la facoltà di detti uffici di conciliare o transigere deve risultare da esplicito mandato del lavoratore assistito……….

L’atto costitutivo del patronato UCAP viene firmato dal generale di brigata ufficiale superiore per gli affari generali Gaither entro la zona del territorio libero di Trieste occupata dalle forze britannico-americane.

Era il lontano 27 dicembre 1947 e in via Duca d’Aosta n.12 ora Largo Papa Giovanni XIII si apriva il primo sportello UCAP sotto le direttive del consiglio di amministrazione formato da dott. Rinaldini, Gardini e Giuricin.

Per accedere ai finanziamenti pubblici l’UCAP doveva fornire assistenza anche ai non iscritti e il contatto con gli “estranei” diveniva ottima occasione di crescita. L’Ucap lottava per la seconda posizione dopo l’INCA: erano sempre poche le pratiche di differenza a stabilire chi l’aveva spuntata per quell’anno. I finanziamenti erano in base al numero di pratiche e si può dire che con i fondi l’UCAP si riusciva a coprire buona parte delle spese dell’intera Camera del lavoro.

La normalizzazione della situazione triestina determinò una certa flessione degli aspetti economici: la definitiva adesione alla UIL comportò l’osservanza di nuove regole. Proprio per parlare di formazione si ricorda che la categoria dei metalmeccanici con il Patronato UCAP organizzava corsi di formazione stanziali a Laggio di Cadore per una settimana all’anno dove venivano analizzate le novità e i cambiamenti sia in campo sindacale che organizzativo che previdenziale.

Nel 1991 la sede della CCdL e il Patronato passano dalla sede storica di largo Papa Giovanni all’attuale sede di via Polonio in centro città.

Si racconto un aneddoto : riceviamo la lettera di un assistito che con parole semplici e con qualche errore ortografico così ci scriveva:

… mi sento in dovere di segnalare a questa direzione il trattamento da me avuto in varie occasioni dal vostro patronato. Devo comunicarvi che tutto ciò che è stato sottoposto su mia richiesta all’attenzione e stato considerato e svolto con solerzia, serietà . Dal momento che siamo andati in pensione mia moglie ed io, tutte le volte che ci siamo rivolti ai vostri uffici anche per semplici informazioni abbiamo ottenuto dei risultati; ed infine il buon esito di una pratica di invalidità di mio figlio malato.

Tutto è stato svolto con grande competenza, aiutandoci e consigliandoci nella maniera giusta e, cosa non trascurabile spesso con un bel sorriso sulle labbra.

Non mi è stato chiesto mai di che colore fossi, né qualsivoglia compenso per le prestazioni accordatemi. BRAVI!!! spero ci saranno sempre persone come voi disinteressate ma al servizio di chi ne ha bisogno……

Questo scritto che gratifica il nostro impegno ci introduce al discorso sul gradimento degli utenti rispetto all’operato degli uffici. Anche noi in regione abbiamo raccolto numerosi questionari che rappresentano sul territorio un’ulteriore verifica della qualità del nostro servizio rispetto alla ricerca effettuata a livello nazionale.

Da tutte le parti si evidenzia il buon gradimento dell’utente. Solo una risposta risulta sempre negativa o parzialmente negativa: i tempi di attesa.

L’invio telematico delle prestazioni in generale crea difficoltà a noi operatori; non riusciamo portare a termine in tempi ragionevoli tutte le richiesta che ci vengono fatte in una giornata. Ma che cosa non va?

Internet, la procedura, le difficoltà di entrare nella banca dati degli enti o i cambiamenti del mercato del lavoro che vede sempre più licenziamenti che assunzioni???? è impossibile dare sempre soddisfazione all’utente che a volte comprende le nostre difficoltà …altre volte…. umanamente si innervosisce.

In tutti questi anni il personale ITAL di questa regione ha lavorato su un ampio spettro di l’attività sia previdenziale che assistenziale con buoni risultati nell’ambito pensionistico passando da leggi come la 335/95 all’attuale riforma delle pensioni con la legge 214/2011;

il personale partecipa attivamente all’aggiornamento continuo dei delegati di categoria e collaboratori volontari del nostro istituto in modo da creare un rapporto diretto e sempre più salido tra le categorie stesse, i luoghi di lavoro e il nostro patronato ricordando i che l’anno 2012 è anche l’ANNO DELLE CATEGORIE. In questa proiezione sono state attivate significative iniziative sia a livello nazionale che regionale proprio per concretizzare questo obiettivo.

Dobbiamo infatti calcare la mano sulla formazione congiunta specie su infortuni e malattie professionali anche in funzione delle ultime novità relative ai rapporti dei dipendenti pubblici con l’INAIL.

Nella nostra regione assumono aspetti sempre più complessi ed insidiosi gli argomenti relativi al problema amianto sul quale abbiamo, a tutt’oggi risultati parziali, contraddittori e perciò insoddisfacenti; mentre ogni giorno muoiono persone per amianto e malattie ad esso correlate.

In regione, su questo elemento killer, l’ITAL è stato particolarmente impegnato ma dobbiamo fare ancora di più fino a quando non avremo, nei fatti, risultati di segno opposto.

Ma negli ultimi anni un’ulteriore branca è stata aggiunta al nostro lavoro: l’ immigrazione con il rinnovo/rilascio/aggiornamento dei permessi di soggiorno. Grande sfida, nuovi volti nei nostri uffici, tutto da imparare. Abbiamo dovuto superare le difficoltà di lingua e di comprensione dei bisogni di questa nuova fetta di utenza e i corsi di comunicazione fatti in regione ci hanno notevolmente aiutato.

Quale ….mai visto, o carta di soggiorno o permesso di transito può farci traghettare all’esterno di noi stessi? Che passaporto serve a passare lo specchio? …. Così recita una poesia intitolata “i muri dentro”… ….noi come ’ITAL questo muro lo abbiamo abbattuto e i risultati in regione lo dimostrano ampiamente.

Concludo….. e non potendo andare tutti assieme a visitare le sedi ITAL di questa regione ho predisposto un breve video che ora vedremo insieme. Attraverso i miei occhi e quelli dell’obbiettivo ho cercato di catturare momenti, situazioni ….ovvero….quello che io vedo ogni giorno.

Chiedo si mandare in onda il video e…….. Grazie di aver condiviso con me questa giornata di festa!!!!

Ester Sau

Scarica il pdf… intervento per i 60 anni di ITAL