PENSIONI, CONTINUA MOBILITAZIONE UIL

PENSIONI, CONTINUA MOBILITAZIONE UIL

Consiglio confederale UIL FVG aperta X stagione congressuale FVG

PENSIONI, CONTINUA MOBILITAZIONE UIL

Menis: “in FVG tornati a 500 mila occupati, ma con quasi 50 mila giovani in meno. Sono loro i più penalizzati dalla riforma previdenziale”. 

“Siamo tornati sopra la soglia dei 500 mila occupati, sui livelli pre-crisi. Ma in quei 500 mila occupati si contano circa 50 mila ultra 55enni in più ancora al lavoro e 50 mila giovani – dai 15 ai 34 anni – in meno. Sono tanti anche i lavoratori a tempo preario, determinato, i part-time involontari”.

E’ partendo dalla situazione occupazionale in regione, che il segretario generale della UIL del Friuli Venezia Giulia Giacinto Menis ha aperto oggi nella sede Enfap di Trieste il consiglio confederale regionale, dando avvio alla nuova stagione congressuale del sindacato che culminerà con il X Congresso regionale del Friuli Venezia Giulia il 31 maggio 2018 e con il XVII Congresso nazionale il 21, 22 e 23 giugno 2018 a Roma.

Menis ha ribadito le preoccupazioni e l’impegno del sindacato sul nodo delle pensioni, portato recentemente anche all’attenzione del Prefetto di Trieste Anna Paola Porzio, commissario di Governo per il Friuli Venezia Giulia, e di tutte le Prefetture provinciali, con manifestazioni congiunte con Cgil e Cisl.

L’incremento dell’età pensionabile, “correlata alla speranza di vita con un criterio infernale che fa crescere indefinitamente l’età pensionabile senza un correttivo per il meccanismo opposto, quando la speranza di vita cala come è accaduto nel 2015”. L’assenza di una differenziazione di accesso alle pensioni, a seconda delle diverse tipologie di lavoro. La pensione di garanzia per i giovani, “che sono i più tartassati e penalizzati dal nuovo sistema previdenziale, specie quelli che hanno vissuto sulla propria pelle gli anni della crisi”. E la valorizzazione del lavoro di cura delle donne, “per cui abbiamo chiesto un anno di sconto sull’età pensionabile per ciascun figlio, fino a un massimo di tre anni”.

Sono i temi su cui la UIL del Friuli Venezia Giulia rimarca la propria “volontà di rimodulare il meccanismo approntato dal Governo”, con cui i sindacati nazionali hanno aperto il confronto.

“Non ci si dica – ha proseguito Menis – che dobbiamo seguire prassi virtuose perché l’età pensionabile di 66 anni e 7 mesi è già superiore alla media europea, di 64 anni per gli  uomini e 63 per le donne. A 67 anni, previsti in Italia per il 1 gennaio 2019, ci arriverà anche la virtuosa Germania, ma nel 2030”.

Su questi temi “siamo intenzionati a proseguire la mobilitazione, speriamo in forma unitaria. Vorremmo interventi incisivi; se non definitivi almeno convincenti sul fronte della previdenza”, ha chiosato, “promuovendo” la maggior flessibilità inserita nella manovra di bilancio nazionale per l’utilizzo della cigs per interventi di riorganizzazione aziendale particolarmente complessa e la mobilità in deroga per le aree di crisi complessa”.

“Non tutti i lavori sono uguali”. E’ con questo slogan, più volte ripetuto dal Segretario generale della UIL Carmelo Barbagallo, che “parte la trattativa che dall’ape social si è sviluppata al tavolo con il Governo e la presenza dei Segretari generali – ha chiuso i lavori della mattinata il Segretario organizzativo della UIL Pierpaolo Bombardieri -. Se ti impegni per modificare tematiche rilevanti allora ci aspettiamo una discussione che vada in profondità. La trattativa sta proseguendo in questi giorni con un approccio un po’ complicato. Abbiamo chiesto di avere più tempo. Siccome non entra in vigore domani, abbiamo chiesto di approfondire e verificare. In Europa non è vero che l’età pensionabile è di 67 anni. Non abbiamo rinunciato a fare rivendicazioni. Diamo più attenzione a chi è sofferente, a chi paga ancora gli effetti di questa crisi che ancora non è passata”.

Nel pomeriggio, alle 15, sempre nella sede dell’Enfap, la UIL del Friuli Venezia Giulia ricorderà anche la figura di Antonio Di Turo, storico dirigente della  CCdL e della UILM del capoluogo giuliano, uno dei protagonisti del sindacalismo democratico triestino dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, morto il 4 settembre scorso.