Pensioni reversibilità, preoccupazione per nuovi criteri attribuzione

Pensioni reversibilità, preoccupazione per nuovi criteri attribuzione

In Friuli Venezia Giulia pensioni delle donne inferiori di oltre un terzo rispetto a quelle degli uomini.

UILP Fvg: “il Consiglio impegni la Giunta regionale ad adoperarsi per la restituzione degli importi maturati ai titolari di pensione colpiti dal blocco e per l’integrale ripristino della perequazione”.

Il Consiglio regionale Uilp del Friuli Venezia Giulia e Trieste, riunito a Castions di Strada il 22 marzo 2016, esprime la propria preoccupazione rispetto ai nuovi criteri per l’attribuzione delle pensioni di reversibilità, con collegamento all’Isee, previsti nel testo del disegno di legge per il contrasto alla povertà al momento all’esame della Camera dei Deputati.

L’Isee è un indicatore reddituale che si applica alle sole prestazioni assistenziali e non può essere applicato alle pensioni di reversibilità, che sono prestazioni previdenziali, pagate con i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Il contrasto alla povertà è una misura sicuramente necessaria, ma è una misura assistenziale che va finanziata con la fiscalità generale e che non va confusa con prestazioni esistenti di natura previdenziale. Né si può accettare il criterio di dare ai più poveri, togliendo a persone comunque povere.

L’immediata e decisa risposta unitaria dei Sindacati dei pensionati Uilp-Uil, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e delle rispettive Confederazioni ha portato il Presidente del Consiglio Renzi e il Ministro Poletti a fare ripetute e pubbliche dichiarazioni rassicuranti. Ma per rassicurare veramente le cittadine e i cittadini va fatta una cosa sola: si deve stralciare dal testo del disegno di legge ogni riferimento alle pensioni di reversibilità e alle prestazioni di natura previdenziale. Non si può continuare a prelevare risorse dal sistema previdenziale, come già accaduto con il blocco della rivalutazione delle pensioni di importo superiore a tre volte il minimo attuato dal Governo Monti, giudicato poi illegittimo dalla Corte Costituzionale, e con la misura approvata successivamente dal Governo Renzi.

Per il Consiglio regionale Uilp del Friuli Venezia Giulia e Trieste, il Governo Renzi non ha rispettato la sentenza della Corte Costituzionale, non ha ripristinato il diritto, ha restituito solo una piccola parte di quanto indebitamente sottratto ai pensionati. In questo modo, continuano a peggiorare le condizioni di molti pensionati e soprattutto di molte pensionate, che hanno pensioni mediamente più basse. In FVG, in particolare, le donne hanno pensioni inferiori di oltre un terzo rispetto a quelle degli uomini.

Il Consiglio regionale Uilp chiede pertanto alla Segreteria Uilp, e le dà mandato, di attivare, unitariamente a Spi e Fnp, una iniziativa nei confronti del Consiglio regionale del FVG affinché impegni la Giunta regionale ad adoperarsi con il Governo nazionale per la restituzione degli importi maturati ai titolari di pensione colpiti dal blocco e per l’integrale ripristino della perequazione con conseguente ricostruzione del trattamento pensionistico.

Parallelamente, la Uilp del Friuli Venezia Giulia, in raccordo con la Uilp nazionale, proseguirà la sua azione per ottenere il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale, raccogliendo sia ricorsi individuali da inviare alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, sia ricorsi amministrativi per arrivare a un nuovo pronunciamento della Corte Costituzionale anche sulla norma approvata dal Governo Renzi.