Presentato il punto di ascolto mobbing

Presentato il punto di ascolto mobbing

L’assessore provinciale alle Politiche attive del Lavoro, Adele Pino e il vicesindaco del Comune di Trieste, Fabiana Martini, hanno presentato oggi il Punto di ascolto mobbing che a partire da quest’anno ha sede presso gli uffici della Provincia di Trieste in via San Anastasio n. 3 (quinto piano, stanza 505).

“La Provincia già dal 2013 si è impegnata a cofinanziare l’iniziativa – ha precisato Adele Pino – per evitare il rischio che, per la riduzione delle risorse regionali, il Punto di ascolto di Trieste dovesse chiudere i battenti come era avvenuto per quello di Gorizia. Grazie a questo impegno economico, all’incremento delle risorse regionali destinate all’attività degli Sportelli oltre all’ingresso del Comune di Trieste tra i partner cofinanziatori si è riusciti a dare continuità ad un progetto la cui funzione si rende ancora più necessaria nei momenti di crisi economica e di crescita della disoccupazione a supporto di quei soggetti che nel subire un licenziamento vivono una pesante situazione di stress collegata ad un percorso di emarginazione lavorativa e sociale”.

“Credo sia fondamentale che le istituzioni garantiscano sostegno e vicinanza a situazioni di questo tipo – ha detto Fabiana Martini – che producono effetti devastanti non soltanto per la persona che le subisce ma anche per tutto il suo ambiente.

Lo sportello diventa dunque un beneficio per tutta la comunità ed anche un invito a denunciare una condizione di isolamento, oltre che uno strumento di prevenzione di un fenomeno che ha tra l’altro altissimi costi sociali”.

Il Punto di ascolto, accreditato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, in base alla LR 7/2005 ed ormai giunto al settimo anno di attività, effettua infatti un servizio di assistenza e sostegno, completamente gratuito rivolgendosi a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si ritengono vittime di molestie psicofisiche nei luoghi di lavoro.

Il progetto di quest’anno, oltre al finanziamento regionale e al sostegno di Provincia e Comune, registra il coinvolgimento di un nutrito numero di partners, tra i quali i Comuni del territorio, le sigle sindacali CCdL UIL, CGIL e CISL, il GOAP, l’ufficio della Consigliera di Parità e l’associazione UNITI.

Il Punto di ascolto si avvale di un team di specialisti che accompagna la persona in tutte le fasi del processo di sostegno, con indicazioni sugli strumenti a disposizione per poter agire nei confronti del vessatore.

Dal 2007 ad oggi sono stati accolti e ascoltati oltre 700 tra lavoratrici e lavoratori. Sulla base di tale casistica è stato possibile accertare che i settori economici più a rischio di tale fenomeno sono stati: industria, educazione, sanità e pubblica amministrazione. Per quanto attiene alle differenze di genere, nel primo triennio di attività del Punto di ascolto (2007-2009) si è registrata una prevalenza delle molestie nei confronti delle lavoratrici. Negli anni successivi, tuttavia, tale squilibrio è andato progressivamente livellandosi sino ad arrivare ad un odierno equilibrio. L’età media dell’utenza si attesta intorno ai 40 anni, con un tasso di scolarità medio alto. Tra tutti i casi segnalati, quelli dai quali sono emerse vere e proprie forme di mobbing ammontano al 12%, mentre tutti gli altri casi afferiscono ad altre forme di disagio (straining, stress lavoro correlato, burn out).

Lo sportello è aperto tutti i lunedì pomeriggio dalle 14,30 alle 18,30 e il giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30. Il numero di telefono a cui fare riferimento è lo 040 3798560 con segreteria attiva 24 ore su 24.