RIFORMA SANITA’, imprescindibile regolamentare tarsferimento di attività e risorse al territorio

RIFORMA SANITA’, imprescindibile regolamentare tarsferimento di attività e risorse al territorio

Essenziale superare gli sprechi e dare centralità alla funzione dei distretti sanitari, riaffermando il principio di centralità della sanità pubblica. Questi i capisaldi che secondo l’esecutivo regionale UIL FVG dovrebbero guidare la riforma del sistema sanitario regionale .

L’evoluzione del quadro socio-demografico, con la sempre maggiore incidenza delle situazioni di disabilità e cronicità, impone un ripensamento del Sistema sanitario regionale in funzione dei nuovi bisogni. A loro volta, le sempre più accentuate strette di bilancio richiedono una particolare attenzione alla dinamica dei costi di tale capitolo di spesa che impegna oltra la metà del bilancio regionale. Nel progetto di riforma elaborato dalla Giunta regionale permangono tuttavia alcune importanti questioni irrisolte o non sufficientemente chiarite, fonti di possibili criticità.

E’ questo il pensiero della UIL del Friuli Venezia Giulia che oggi, nel corso del suo esecutivo regionale, ha discusso del tema della sanità, centrale quanto a valori come la qualità della vita, la coesione sociale, lo stesso senso di comunità. Nell’esecutivo sono stati elaborati, per punti, una serie di capisaldi che devono improntare, a giudizio della Uil, la riforma della sanità regionale.

Il trasferimento di attività e di risorse dall’ospedale al territorio non deve rischiare di rimanere soltanto un’intenzione: è perciò necessario che la gestione delle risorse delle future Aziende integrate sia regolamentata da precisi vincoli normativi e di bilancio, volti a dare sostanza alle finalità della riforma.

Riteniamo essenziale la funzione dei distretti sanitari e la loro integrazione con i servizi socio-assistenziali assicurati dagli enti locali: è quindi necessario, da questo punto di vista, che riforma sanitaria e riforma delle autonomie locali procedano in parallelo, al fine di garantire la corrispondenza dei rispettivi ambiti territoriali.

Altro punto decisivo, sul quale si misurerà la portata riformatrice del Piano, è rappresentato dalla volontà e capacità di superamento delle vere fonti di spreco presenti nel Sistema sanitario regionale, attraverso la riqualificazione degli ospedali e l’eliminazione dei doppioni: ci aspettiamo perciò che già in sede di approvazione della legge di riforma ci sia chiarezza sui tempi e i modi di tale intervento.

La medicina di gruppo può certamente rappresentare un esempio di cura della salute a livello territoriale, soprattutto per le fasce di popolazione anziana con malattie croniche: va quindi affermata la necessità di garantire un orario minimo di 12 ore giornaliere per l’assistenza medica primaria.

Va inoltre riaffermato il principio della centralità della sanità pubblica e della complementarietà di quella privata, che deve rientrare in un quadro di compatibilità con il fabbisogno complessivo regionale.

Nelle more della discussione sulla riforma sanitaria, rileviamo che, dall’inizio di quest’anno, il Servizio sanitario regionale registra ben 200 posti di lavoro in meno. La cifra della riforma non può certo consistere nel taglio degli organici: al contrario, riteniamo che le economie ottenute attraverso la razionalizzazione delle strutture e l’ottimizzazione dei costi debbano favorire la ripresa dei flussi occupazionali, a garanzia della qualità del servizio all’utenza.

La UIL si attende perciò che in sede di conversione in legge del piano di riorganizzazione del Servizio sanitario regionale si apportino le integrazioni e i chiarimenti necessari al fine di rendere il processo di riforma quanto più rispondente alle attese e ai bisogni sanitari e assistenziali della nostra comunità regionale.

 

Giacinto Menis

Segretario generale UIL FVG