Sciopero Burgo a Vicenza venerdì 28 novembre

Sciopero Burgo a Vicenza venerdì 28 novembre

Venerdì 28 novembre 2014 sciopero di 8 ore dei dipendenti di tutto il Gruppo Burgo (che in regione ha due stabilimenti a Tolmezzo e a Duino) con una manifestazione unitaria davanti alla sede della Confindustria a Vicenza, alla quale ha partecipato una delegazione dalla Cartiera del Timavo che ha appoggiato pienamente lo sciopero: due pullman con gli operai sono partiti per il Veneto e a San Giovanni in Tuba si è assistito alla totale fermata del sito.

A guidare i manifestanti delle sigle Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Carta i segretari nazionali di categoria e i confederali. Da tempo i dipendenti Burgo si sono fatti carico di pesanti sacrifici con un conseguente diffuso malessere, accettando riduzioni di salario e aumenti della flessibilità nella prestazione lavorativa, con lo scopo il salvaguardare il posto.

Ma c’è un’ulteriore notizia negativa: ancora cassa integrazione ordinaria per la linea 2, che coinvolgerà ben oltre un centinaio di lavoratori, forse addirittura fino al 9 dicembre. Il Gruppo Burgo, ricordiamo, occupa 4800 dipendenti per 11 stabilimenti in Italia (tra i quali la Cartiera del Timavo) e uno in Belgio. Da mesi i sindacati esigono dall’azienda risposte sul futuro degli operai, in particolare dopo le ipotesi degli ultimi mesi su un piano di salvataggio del consistente debito che non potrebbe non avere ricadute occupazionali. Nonostante ciò, i vertici non hanno ancora presentato alcun piano industriale.

“Siamo soddisfatti della forte adesione allo sciopero ed alla manifestazione dei Lavoratori del Gruppo Burgo – afferma Roberto Di Francesco, Segretario Nazionale UILCOM – è un’occasione importante, uno strumento attraverso il quale possiamo far conoscere ai Cittadini, sensibilizzando ulteriormente le Istituzioni, delle condizioni in cui versa l’intero Gruppo e delle gravi conseguenze che le chiusure negli anni dei vari stabilimenti hanno causato ai Lavoratori ed alle loro famiglie. Quello al quale stiamo assistendo – conclude Di Francesco – è un vero e proprio dramma sociale che colpisce in modo particolare gli addetti di un comparto che, nonostante la crisi e le difficoltà, resta sempre un’eccellenza nel settore industriale di questo Paese, un’eccellenza, che come altre, se non rivitalizzata, andrà a perduta”.