SCUOLA: IL DISAGIO E’ FORTE, SERVE PIU’ DIALOGO CON IL GOVERNO

SCUOLA: IL DISAGIO E’ FORTE, SERVE PIU’ DIALOGO CON IL GOVERNO

La richiesta è stata ribadita dalla UIL del Friuli Venezia Giulia in un incontro con la Presidente Serracchiani. Esposte anche le problematiche locali: 30 docenti in meno solo nell’organico di primo grado.

“Abbiamo chiesto un dialogo e continuiamo a trovare un soliloquio. La situazione è tanto più grave perché siamo nella fase finale dell’anno scolastico”. Il disagio dell’intero mondo della scuola “per la crisi di ascolto che registriamo dal Governo” è stata rappresentata oggi dal segretario generale della UIL del Friuli Venezia Giulia Giacinto Menis intervenuto insieme al segretario regionale della UIL Scuola Ugo Previti a un incontro organizzato dalla Presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani con le tre sigle sindacali.

“Aspettiamo risposte sul fronte delle tutele contrattuali. Sono sette anni che non ci sono rinnovi del contratto. Restano gli albi territoriali con grande discrezionalità del dirigente e gli emendamenti proposti non portano soluzioni al problema del precariato. Si crea un pasticcio sul fronte della valutazione. Quello della scuola sta diventando un mondo alla rovescia, con i docenti che vengono giudicati da studenti e genitori”, ha aggiunto Menis evidenziando tutti i fattori di criticità già sollevati a livello nazionale.

Mentre a livello regionale, ha ricordato Previti, “abbiamo appena terminato l’organico di primo grado (le vecchie scuole medie) e avremo quasi 30 posti in meno di docenti. Ci troveremo nella scuola dell’obbligo ad avere delle classi-pollaio in un mondo completamente cambiato. Nelle graduatorie abbiamo quasi 3 mila supplenti. Se avremo lo stesso numero di immissioni in ruolo dello scorso anno, circa 1.000, rimarranno ancora 2 mila supplenti. Abbiamo docenti con 26 anni di precariato”.

Previti non ha mancato di rimarcare all’assessore all’Istruzione Loredana Panariti, a margine dell’incontro, gli effetti negativi del declassamento dell’ufficio scolastico regionale, diventato di secondo livello, nonostante il Friuli Venezia Giulia, “a prescindere dalla natura di Regione Autonoma, abbia le particolarità della lingua friulana e della minoranza slovena”.