SCUOLA: SUPPLENTI DA SETTEMBRE SENZA STIPENDIO

SCUOLA: SUPPLENTI DA SETTEMBRE SENZA STIPENDIO

FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS-CONFSAL E GILDA UNAMS

Lettera dei sindacati al Prefetto di Trieste. “Sono centinaia i lavoratori del Friuli Venezia Giulia che attendono da mesi i compensi. Serve intervento rapido per sbloccare una situazione ormai insostenibile”.

Sono centinaia i supplenti, docenti e personale Ata, che lavorano da settembre nelle scuole del Friuli Venezia Giulia senza ricevere lo stipendio.

A sollevare il problema del ritardo del pagamento degli stipendi di numerosi lavoratori del mondo della scuola sono le segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams con una lettera inviata al Prefetto di Trieste e Commissario del Governo per il Friuli Venezia Giulia, Francesca Adelaide Garufi.

Mentre a livello nazionale le organizzazioni sindacali insistono con forza, per l’ennesima volta, presso i massimi responsabili politici e amministrativi del Miur per risolvere definitivamente il problema, i segretari regionali Adriano Zonta (Flc Cgil), Donato Lamorte (Cisl Scuola), Ugo Previti (Uil Scuola), Giovanni Zanuttini (Snals-Confsal) e Massimo Vascotto (Gilda Unams) chiedono al Prefetto Garufi “di farsi portavoce presso gli organi competenti della situazione di grande disagio che stanno vivendo queste persone, che dal settembre scorso lavorano senza ricevere il compenso dovuto”.

E’ dall’inizio dell’anno, infatti, che le retribuzioni dei supplenti annuali sono state pagate con forte ritardo mentre il personale supplente temporaneo nominato dalle scuole non ha ancora ricevuto gli stipendi di settembre, ottobre e novembre.

“La causa di questa situazione inammissibile non è da ricercare nell’inadempienza delle scuole, ma, come già in passato, nella mancanza di risorse per retribuire il lavoro dei supplenti e nelle persistenti disfunzioni del SIDI (sistema informatico centrale del Miur)”, scrivono ancora i sindacati, facendosi portavoce delle difficoltà e del malessere dei dipendenti statali, sempre più preoccupati di come affrontare le spese quotidiane.

I sindacati auspicano un rapido intervento per sbloccare una situazione divenuta ormai insostenibile.