La Polizia in riserva

La Polizia in riserva

Mai come in questi giorni abbiamo toccato con mano i tagli indiscriminati che il Governo continua a operare sulle risorse per le forze di polizia.

Servizi indispensabili della Polizia di Stato per il controllo del territorio triestino sono andati incontro a reali contrazioni, per mancanza di carburanti e alcune importanti attività di pattugliamento sono state cancellate per  alcuni giorni e, a tutt’oggi, vige un generale regime di rigido razionamento.

Se non si troverà un rapido e stabile rimedio a questa situazione, verrà diminuita la capacità di risposta e l’attività di prevenzione, proprio nelle aree urbane e nei quartieri dove essa è più sollecitata dalla popolazione, per reali bisogni, e dove la criminalità di strada da luogo a episodi più frequenti.

Non si può pensare infatti che la presenza del poliziotto di quartiere, espressione della prossimità della polizia al cittadino, assai apprezzata dalla popolazione triestina, possa assicurare la medesima tempestività d’intervento e livello di prevenzione dei servizi automontati della Squadra Volante.

Si colpiscono sempre più servizi indispensabili alla protezione della collettività, senza intervenire su numerosi e cospicui sprechi, che coinvolgono anche l’impiego dei poliziotti triestini.

Solo quest’estate, nell’effettuazione di trasferte in altri capoluoghi, che hanno pesato soprattutto sulla polizia di frontiera, ma non solo, missioni a Verona e a Venezia, avulse da reali necessità operative ma legate a evidenti carenze nella gestione del personale di quelle realtà, e al peso di fattori politici, sono stati spesi non meno di 130.000 euro. Con questi soldi, le volanti di Trieste andrebbero avanti due anni.

Inoltre, è possibile risparmiare rimodulando la presenza delle autovetture, di tutte le forze di polizia, in un ottica coordinata e cooperante, evitando gli sprechi dovuti a sovrapposizioni di attività o riducendo, per numero di eventi e di personale impiegato, le occasioni di impiego in attività di ordine pubblico, limitandole a quelle davvero indispensabili per prevenire turbative.

Basta quindi con gli sprechi, in inutili trasferte, nelle pattuglie miste militari/poliziotti (almeno 100 milioni l’anno) in scorte a personalità non a rischio, in servizi di mera rappresentanza.

Razionalizzare la presenza dei servizi di controllo del territorio, di tutte le forze di polizia, per evitare inutili duplicazioni.

Salvaguardare i servizi essenziali attraverso la continuità di approvvigionamento di carburanti e manutenzione degli automezzi in servizio di polizia.

Chiediamo ai cittadini di  sottoscrivere un appello, che riassume questi propositi, al Ministro dell’Interno, affinché ci aiutino a difendere la loro sicurezza.

Chiediamo alla politica e alle istituzioni locali un segnale forte di risposta e di sostegno.

SABATO 8 OTTOBRE DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12 .00 IN PIAZZA DELLA BORSA

PRESIDIO RUMOROSO E COLORATO E RACCOLTA DI ADESIONI A UN APPELLO AL

MINISTRO DELL’INTERNO