LA UIL RICORDA ANTONIO DI TURO

LA UIL RICORDA ANTONIO DI TURO

Cerimonia in memoria della figura storica del sindacalista triestino mancato il 4 settembre scorso. Menis “uomo schietto e libero”.

“Una grande figura, un uomo schietto e a volte anche burbero, ma un uomo libero che credeva nelle sue idee e le sosteneva con forza e lealtà”.

E’ con queste parole che il segretario generale della UIL del Friuli Venezia Giulia Giacinto Menis ha ricordato Antonio Di Turo, storico sindacalista della CCdL di Trieste, morto il 4 settembre, a pochi giorni dal suo 87esimo compleanno. Lo ha fatto in occasione di un’affollata cerimonia organizzata questo pomeriggio nella sede dell’Enfap di via San Francesco a Trieste per onorarne la memoria.

“Nel 1966 fu determinante il ruolo che svolse insieme a Carlo Fabricci a capo della UILM che contava all’epoca 4.500 iscritti. Con la loro opposizione impedirono l’annessione della Camera confederale del Lavoro alla Cisl. La CCdL entrò così nell’orbita della UIL fino a che divenne a tutti gli effetti la CCdL UIL”, ha ricordato uno degli episodi chiave della lunga militanza di Di Turo nel sindacato, in cui è stato impegnato in prima persona fino a fine giugno.

Nato a Trieste l’8 settembre 1930, Di Turo ha lavorato alla Ferriera di Servola, all’epoca facente capo all’Italsider ed è stato iscritto alla Camera confederale del Lavoro fin da giovanissimo. Nel 1961 è entrato negli organismi direttivi della CCdL-UIL e della UILM che ad essa faceva riferimento.

“Mio papà ha dedicato con entusiasmo gran parte della sua vita al lavoro e ha avuto la fortuna di restare attivo fino al 26 giugno scorso”, lo ha ricordato la figlia Rossana, presente alla cerimonia, aperta da un minuto di silenzio, ringraziando la CCdL anche a nome della mamma e degli altri familiari per la giornata di ricordo organizzata in memoria del padre.

Nel corso della cerimonia sono state anche proiettate diverse foto storiche di Di Turo, insignito nel 2005 con la “Stella al Merito del Lavoro”. E’ “stato anima e memoria storica della CCdL di Trieste”, ha ricordato ancora Menis, leggendo anche alcuni messaggi di condoglianza pervenuti da chi lo ha conosciuto, oltre al ricordo e al messaggio di condoglianze inviati dal segretario generale della UIL Carmelo Barbagallo e del segretario della Ces Luca Visentini, prima di lasciare spazio al ricordo dei tanti presenti che hanno voluto rendergli omaggio.

Di Turo “è uno di noi e lo sarà. Rappresenta quello che è un sindacalista perché chi sceglie di fare sindacato fa una scelta di vita, quella di rappresentare i più deboli nel modo più semplice possibile, sacrificando la propria vita, la propria famiglia. Ognuno sa quanto tempo leva alla propria famiglia, ai propri interessi, senza mai pentirsi. Pensiamo che Antonio ci lasci questo insegnamento – ha chiuso il momento di ricordo il segretario organizzativo della UIL Pierpaolo Bombardieri -. Ci ricorda che la passione, il ontatto personale e quotidiano è quello che rende questo grande sindacato una comunità che condivide principi, obiettivi, la speranza di una società migliore”.

Il prossimo 1 maggio la segreteria provinciale della CCdL di Trieste intesterà la sede di Domio all’opera di Antonio Di Turo.