Michele Berti nuovo Presidente del Consiglio Sindacale Interregionale

Michele Berti nuovo Presidente del Consiglio Sindacale Interregionale

Friuli Venezia Giulia/Veneto/Croazia Sudoccidentale CGIL, CISL, UIL, SSSH

Venerdì 22 luglio, nell’ambito della riunione annuale dell’Assemblea Generale, Michele Berti è stato eletto nuovo Presidente del Consiglio Sindacale Interregionale (C.S.IR.) Friuli Venezia Giulia/Veneto/Croazia Sudoccidentale, l’associazione che riunisce le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL di Friuli Venezia Giulia e Veneto e SSSH delle contee dell’Istria, Litoraneo-Montana e di Lika-Segna.Michele Berti, 41 anni di Trieste, dal 2002 responsabile dei dipartimenti politiche migratorie e internazionale della UIL del Friuli Venezia Giulia, è subentrato a Luca Visentini che, dopo 14 anni alla guida del C.S.IR, ha lasciato l’incarico essendo stato eletto – come noto – quale componente della Segreteria della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) alla fine dello scorso mese di maggio.

Dopo aver ringraziato Luca Visentini per aver attivamente contribuito a rinforzare la cooperazione sindacale tra i due paesi nelle aree di frontiera tra il Nord-Est italiano, Slovenia e Croazia, Michele Berti ha delineato le sfide che il C.S.IR. dovrà affrontare nell’immediato, ora che la Croazia ha finalmente una data certa per il proprio ingresso nell’Unione europea: il 1 luglio 2013.

Le principali sfide da affrontare sono quattro. Si tratta garantire alla Croazia una riserva di quote all’interno dei decreti flussi, che da qui al 2013 il Governo italiano emanerà per i lavoratori cittadini di paesi extracomunitari.

Bisogna evitare che lo stesso Governo italiano ponga delle misure transitorie al diritto alla libera circolazione dei lavoratori croati nel mercato del lavoro del nostro Paese, a partire dal 1° luglio 2013 (diversamente da quanto avvenuto per i lavoratori dei Paesi degli allargamenti del 2004, Slovenia compresa, e del 2007).

Va favorita la negoziazione bilaterale tra Italia e Croazia, al fine di eliminare il rischio di doppia imposizione fiscale sul reddito dei lavoratori frontalieri croati, impiegati in Italia.

E deve essere eliminata ogni forma di discriminazione nel godimento delle misure di sostegno al reddito esistenti nell’ordinamento italiano, che attualmente escludono i lavoratori frontalieri croati occupati nel nostro Paese.

Il raggiungimento di tali obiettivi – ha concluso Michele Berti – è di vitale importanza per il mercato del lavoro del Friuli Venezia Giulia (unica regione italiana caratterizzata da un flusso di lavoratori frontalieri in entrata), che altrimenti continuerà a essere pesantemente inquinato da consistenti sacche di lavoro nero.

Trieste, 27 luglio 2011

Michele Berti

Presidente del Consiglio Sindacale Interregionale

 

C.S.I. M.S.O.

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