Rassegna stampa – 70° GENETLIACO DELLA CCDL-UIL DI TRIESTE

Rassegna stampa – 70° GENETLIACO DELLA CCDL-UIL DI TRIESTE

TriestePrima

70° GENETLIACO DELLA CCDL-UIL DI TRIESTE

paolo fabricci – lunedì, 26 ottobre alle 20:40 

Venerdi c.m. si è svolta c/o la vecchia sede della Camera Confederale del Lavoro UIL di Largo Papa Giovanni XXIII la ricorrenza dei suo 70° genetliaco.

70° GENETLIACO DELLA CCDL-UIL DI TRIESTE

Molti nomi illustri del sindacato erano presenti ed hanno dato il loro apporto nel raccontare le loro esperienze di una vita passata all’interno del sindacato dal suo inizio,siamo nel 1945, fino ai giorni nostri.

Nella prima parte si sono succeduti sotto il coordinamento del Segretario Generale della CCDL-UIL Menis, gli ex Segretari Generali Nazionali UIL Raffaele Vanni e Giorgio Benvenuto che hanno illustrato la storia dal neo nato Sindacato ai giorni nostri con un intervento fatto da entrambi nel ricordare la figura del dott. Carlo Fabricci (mio padre) e del ruolo che ha avuto nella fusione dell’allora Camera del Lavoro con la UIL Nazionale, nonchè delle lunghe e dure battaglie nella difesa dell’occupazione nella nostra città.(vedere una delle tante quella fatta a causa del piano CIPE sui cantieri navali italiani e la relativa chiusura poi del S.Marco)

Altresì è stata apprezzata e commovente la concitata relazione fatta dal ex compagno di tante lotte e membro dell’allora Segreteria Antonio di Turo che ha raccontato le tante ore vissute, e non sempre remunerate, (le riunioni erano fuori orario di lavoro) fatte per le varie ed estenuanti trattative contrattuali per la salvaguardia dell’occupazione.(anche da lui sono uscite parole toccanti nel ricordare la figura dell’ amico Fabricci)

Le conclusioni della prima parte sono state fatte dallo storicoSpazzali e dal presidente dell’Associazione Volontari Libertà di Trieste Forti nel raccontare l’inizio dell’avventura dal CLN e relativa liberazione di Trieste ai problemi dei giorni nostri con riferimento alla CCDL-UIL.

La seconda parte è stata condotta dal moderatore del Piccolo Diego D’Amelio che ha presentato gli altri ospiti,e con puntuali e dirette domande sulla situazione attuale della nostra Città vista dalle loro posizioni,li ha coinvolti ottenendo da loro una chiara idea di quelle che potrebbero essere le reali potenzialità che questa potrebbe avere in un prossimo futuro.

Qui gli invitati hanno potuto farsi un opinione reale sulle prospettive reali viste dalla parte del nostro Comune per mezzo del Sindaco Cosolini, da quella della Confindustria Venezia Giulia dalla voce del Presidente Razeto con un escursus anche sulla situazione della Wartsila Italia, (tra le più grandi industrie della nostra Provincia) da quella portuale del Commissario Zeno d’Agostino e poi da quella della Provincia.(voglio citare tra le tante persone presenti tra gli ospiti anche il Senatore Russo promotore come tutti sanno sia della desmanializzazione del Porto Vecchio e sia della raccolta di firme sulla Città Metropolitana tutti argomenti molto apprezzati da tutti)

Un bel intervento è stato fatto dal neo eletto Segretario Confederazione Europea dei Sindacati ed ex Segretario Generale della CCDL-UIL Luca Visintini sulla situazione attuale e su com’è vista la nostra città in sede Europea.

Alla fine e prima dell’arringa finale a cura del Segretario Generale della Uil nazionale Carmelo Barbagallo si sono succeduti i tre membri delle tre confederazioni CISL-CGIL-UIL che hanno fatto il quadro dello stato delle tre sigle e dell’auspicio che queste continuino a lavorare assieme per il bene dei lavoratori di questa città.

Voglio concludere questo scritto con un ringraziamento personale sia per aver ricevuto l’invito a questa manifestazione, (assieme a mio fratello presente anche lui) ma soprattutto per aver rivisto tantissime persone conosciute già nell’ infanzia,cito gli ex colleghi di mio padre e in principal modo a due importanti persone che non vedevo da tempo e che oltre ad aver espresso anche loro l’ affetto e la stima verso mio padre, si sono subito ricordati di noi nonostante i tanti anni trascorsi.(sto parlando di Raffaele Vanni e di Giorgio Benvenuto)

Fabricci Paolo

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Articolo del Piccolo

Statali, pensioni e sviluppo tra le sfide future della Uil

Nella sala della biblioteca Stelio Crise sfilano alcune generazioni di vertici Uil: c’è Raffaele Vanni, c’è Giorgio Benvenuto. Ma c’è anche l’attuale leader di uno dei quattro sindacati storici del…

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24 ottobre 2015

Nella sala della biblioteca Stelio Crise sfilano alcune generazioni di vertici Uil: c’è Raffaele Vanni, c’è Giorgio Benvenuto. Ma c’è anche l’attuale leader di uno dei quattro sindacati storici del secondo dopoguerra, Carmelo Barbagallo, che saluta i predecessori: «Passione e sentimento per continuare a fare al meglio il nostro lavoro». Sono venuti a Trieste per il 70° genetliaco della Camera confederale del lavoro-Uil Trieste, festeggiato con un doppio dibattito a tutta mattina.

Anche la dirigenza triestina della Uil, presente all’appuntamento, rispecchia i vari passaggi generazionali della milizia territoriale: da Antonio Di Turo a Adele Pino, da Gianfranco Trebbi a Luca Visentini (fresco neo-segretario della Confederazione europea dei sindacati) e a Giacinto Menis.

Barbagallo vuole conferire, ovviamente, una tonalità attuale a una ricorrenza anagrafica impegnativa: quattordici lustri non sono pochi e la canizia di numerosi presenti lo attesta. E parte subito all’attacco con un tema che a Trieste è di casa, il pubblico impiego: «Nel giro di 6-7 anni i posti sono diminuiti di 300 mila unità e lo Stato ha risparmiato qualcosa come 35 miliardi per i mancati rinnovi dei contratti. Ma la spesa pubblica aumenta: allora ci spieghino come e perchè. Adesso il governo pensa di dare al settore 200 milioni: sì, per le caramelle!».

In una città di over sixty-five parlare di pensioni è come rullare i tamburi: «Bisogna cambiare la legge Fornero, non possono andare in quiescenza tutti alla stessa età se i lavori non sono uguali». «Abbiamo presentato un ricorso alla Corte di giustizia Ue contro il governo – riprende , che non si è ancora attivato in maniera adeguata per restituire il maltolto ai pensionati».

Dopo dipendenti pubblici e pensionati, largo a uno sviluppo e a una ripresa economica ancora timida: «I dati Istat sul fatturato e sugli ordini industriali confermano la fragilità della situazione. Va bene l’export ma non riparte il mercato interno, dove opera il 75% delle aziende. Confindustria frena sul rinnovo dei contratti e sbaglia».

Per arginare «il troppo potere concesso dai governi ai datori di lavori» il sindacato – secondo Barbagallo – deve «uscire da questa fase di transizione e tornare allo spirito del patto federativo che venne siglato nel 1972 e che si interruppe nel 1984. L’ho detto a Cgil e Cisl: dobbiamo cercare modalità di rappresentanza nuove nell’unità d’azione».

Poca tenerezza nei confronti del governo Renzi: «Tira a campare con furbizie alla democristiana. Ci hanno detto di fare i sindacalisti? E faremo i sindacalisti. Negli ultimi anni l’opnione pubblica ci ha percepito come troppo vicini a politici, istituzioni, governo. Non ci ha giovato, meglio allora concentrarsi sui lavoratori, sui pensionati, sui giovani senza lavoro».

La mattinata si è articolata in due momenti, nel primo sono intervenuti lo storico Roberto Spazzali e il presidente dell’Avl triestina Fabio Forti. Nel secondo ampio riepilogo sullo scibile autoctono: Porto vecchio, Ferriera, Punti franchi, distretto biotech, ricerca, Ezit. A cura del sindaco Cosolini, del commissario straordinario dell’Ap D’Agostino, del

presidente di Confindustria Vg Razeto, dell’assessore provinciale Zollia. Giro finale con i sindacalisti: il segretario cigiellino Sincovich ricorda alla platea, alla faccia di chi vuol male alle confederazioni, che a Trieste sono pur sempre 45 mila le tessere di iscrizione.

magr

24 ottobre 2015

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Articolo del Primorski

Sindikat za razvoj in delo