APE SOCIAL DA ALLARGARE

APE SOCIAL DA ALLARGARE

 

Loy: è una questione di cittadinanza, va resa più fruibile ad alcune categorie di lavoratori per la sostenibilità, anche sociale, del sistema 

 

“Cambiare la legge Fornero si può, ma abolirla significa mettere in discussione la tenuta del sistema previdenziale”. 

Lo ha evidenziato oggi a Trieste il Segretario confederale della UIL e Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS nazionale Guglielmo Loy nel corso di un incontro organizzato dalla UIL Pensionati al caffè San Marco per fare il punto sulle nuove prestazioni sociali agevolate e relative ripercussioni. 

Nel corso dell’incontro, voluto dalla UIL Pensionati di Trieste con Fabio Nemaz e del Friuli Venezia Giulia con la segretaria Magda Gruarin, i presenti hanno evidenziato la necessità di difendere il sistema di welfare in una battaglia di protezione sociale.

“Si deve però cogliere il disagio sociale di moltissime persone, a cui va data una risposta. Il modello Ape social significa dare la possibilità alle persone che non riescono più a trovare lavoro e che sono troppo lontane dalla pensione di essere aiutate attraverso un pensionamento anticipato. È una questione di cittadinanza – ha aggiunto -. L’ape social va allargata, resa più fruibile da alcune categorie di lavoratori in modo che garantiamo la sostenibilità del sistema ma anche la sostenibilità sociale del sistema”.

Proprio ieri sono stati diffusi i dati INPS che hanno evidenziato una flessione della cassa integrazione ma anche delle assunzioni a tempo indeterminato, pure in Friuli Venezia Giulia. 

“Le imprese utilizzano meno la cassa integrazione, in alcuni casi perché c’è una piccola crescita economica, in altri perché la cassa sta diventando molto onerosa e le imprese scelgono direttamente la strada del licenziamento senza passare per la ristrutturazione parziale. Lo dimostra la crescita costante delle domande di disoccupazione – ha aggiunto Loy -. Le stesse imprese non sono ancora completamente fiduciose nel futuro e si buttano sulle assunzioni a termine. La ripresa c’è ma non c’è la convinzione che sia duratura e questo è il problema grave. La riduzione delle assunzioni a tempo indeterminato deve essere arginata. Noi proponiamo che le aziende che stanno continuando ad assumere a tempo determinato vada pagato molto di più, che vada ai lavoratori a termine affinché possano almeno avere qualcosa in più sulla pensione e nel salario. È un deterrente per le imprese che continuano ad assumere a termine, altrimenti assumano a tempo indeterminato. Per il 2018 sono previsti ulteriori sgravi che possono essere utilizzati”.